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Imprese femminili e accesso al credito

Durante il 1st WORKSHOP on gender “Cultura e Politiche di genere: Donne e Impresa.”, tenutosi il 6 marzo 2015 presso il campus dell’Università Niccolò Cusano, la prof. Francesca Maria Cesaroni dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo è intervenuta sul tema Imprese femminili e accesso al credito. Un problema aperto.

L’intervento ha dimostrato come

“i temi dell’imprenditorialità e della creazione
d’Impresa non rappresentano più un esclusivo MAN’S DOMAIN” (Bird, Brush, 2002).

Nella letteratura sulle imprese femminili grande attenzione è stata rivolta al tema dell’accesso al credito, il quale è stato oggetto di numerose ricerche e indagini empiriche.

Dalle analisi svolte su questo tema è emersa l’esistenza di significative differenze tra la composizione dei mezzi di finanziamento di imprese maschili e femminili, laddove queste ultime avviano la propria attività con un capitale iniziale più basso e, anche nelle fasi successive della vita aziendale, tendono ad utilizzare finanziamenti di entità minore rispetto alle imprese maschili. Risulta inoltre che le imprenditrici ricorrono prevalentemente alle risorse personali, della famiglia e degli amici per il finanziamento della propria attività, mentre fanno meno ricorso al prestito bancario.

Le cause di tali differenze, tuttavia, non sono state individuate in modo chiaro e definitivo, dal momento che, nonostante l’ampia quantità di dati a disposizione, non sono emerse spiegazioni univoche e condivise, e le ricerche sull’argomento forniscono risultati spesso non convergenti. Con particolare riferimento al tema dell’accesso al credito bancario, infatti, diverse proposte interpretative sono state formulate allo scopo di spiegare i motivi del minore indebitamento delle imprese femminili. Tale circostanza, infatti, è stata alternativamente attribuita:

  • alle caratteristiche strutturali che contraddistinguono le imprese maschili e femminili (soprattutto in termini di dimensione, settore, età);
  • ai processi decisionali delle banche oppure ai comportamenti;
  • agli atteggiamenti delle stesse donne imprenditrici.

Il tema ha acquisito nuovo interesse a seguito delle vicende che hanno recentemente interessato il contesto economico-finanziario, caratterizzato, in Italia come in altri paesi, da una grave situazione di crisi. In questo quadro, infatti, è lecito interrogarsi sull’evoluzione subita dai rapporti delle imprese con il sistema bancario, soprattutto per comprendere se le imprese maschili e femminili hanno risentito allo stesso modo degli effetti della crisi oppure se le dinamiche banca-impresa hanno seguito nei due casi percorsi differenti.

Con tali premesse, lo studio qui presentato, dopo una rassegna della letteratura sull’argomento, illustra i principali risultati emersi da una ricerca empirica svolta attraverso la somministrazione di un questionario a un campione di imprese individuali maschili e femminili, contenente domande finalizzate a:

  • comprendere in che modo i loro rapporti con il sistema bancario si sono modificati durante la crisi;
  • conoscere le scelte effettuate durante la crisi riguardo al ricorso al credito;
  • mettere a confronto le opinioni, l’atteggiamento e le esperienze di imprenditori e imprenditrici per capire se la crisi ha avuto lo stesso impatto sugli imprenditori dei due generi.

Il dato più evidente emerso dall’indagine empirica riguarda il prevalere di un atteggiamento di grande prudenza da parte dei piccoli imprenditori nei confronti della gestione finanziaria, in cui estremamente limitato è stato l’accesso alle fonti di finanziamento esterne e nettamente prevalente la volontà di contenere il livello di indebitamento dell’azienda. Una percentuale molto elevata di imprenditori (78%) ha, infatti, dichiarato di non aver richiesto nuovi finanziamenti a partire dall’inizio della crisi e tale scelta è in linea con quell’atteggiamento di attesa e di cautela con cui gli imprenditori sembrano aver affrontato la crisi.

In termini comparativi, dall’analisi svolta non sono emersi significativi elementi di disparità tra i due generi riguardo alle condizioni di accesso al credito. Tuttavia, permangano ancora delle differenze con riguardo alla possibilità delle imprenditrici di ottenere dalle banche le risorse necessarie a soddisfare integralmente il proprio fabbisogno finanziario, data la maggiore difficoltà delle donne a vedere completamente soddisfatte le richieste di credito avanzate alle banche.

Per maggiori info, consulta le slide Imprese femminili e accesso al credito. Un problema aperto.”